08 gennaio 2026

I 30 sono i nuovi 20?

Ciao a tutti e bentornati in un nuovo post.
Quale miglior inizio per questo 2026 se non fare una piccola riflessione (o meglio crisi, esistenziale) su un argomento che mi sta particolarmente a cuore e su un periodo della mia vita che sto vivendo?

Oggi voglio parlarvi, in particolare, e voglio un po’ analizzare quella che è la situazione in cui sento di trovarmi. Io quest’anno compirò 29 anni: attualmente vi scrivo e ancora non li ho compiuti, ovviamente. Però sento che questa è un’età molto particolare per me, perché, sebbene sia alla soglia dei miei trent’anni, io non mi sento di avere questa età.
Cioè, sento che gli anni che ho non rappresentano gli anni che mi sento di avere.

Sarà perché i miei vent’anni li ho passati in parte a soffrire, per vari ed eventuali motivi, tra cui amicizie rotte, lavori che mi hanno drenato e situazioni familiari complicate. Sento che i miei vent’anni non me li sono goduti e sento che anche il Covid ha avuto la sua parte di colpa.
Adesso che ne ho 28, sento di stare veramente vivendo per la prima volta una giovinezza che non credo di aver mai avuto.

Sarà perché finalmente sono indipendente, vivo da sola, ho uno stipendio che mi permette di togliermi tutti gli sfizi che voglio e perché ho finalmente delle relazioni sane, oltre alla relazione che ho col mio ragazzo, che dura da ben 10 anni. Però sento che solo negli ultimi tre anni, da quando mi sono trasferita, la mia vita ha cominciato a girare finalmente e mi ha permesso di vivere una giovinezza che non credo di aver vissuto nei primi anni dei miei vent’anni.

Diciamo che il tempo ha cominciato a scorrere dai 26 anni in poi, che è obiettivamente un po’ tardi, probabilmente. Pertanto la cifra che mi appresto a compiere mi spaventa un po’, perché i 30 anni sono il primo giro di boa, per quanto mi riguarda, per le scelte di vita che uno si appresta a fare.
È una fase particolarmente difficile per me, perché sento che da un lato non ho più tempo, dall’altro ho appena cominciato a vivere.

Tra l'altro un commento che mi fanno spesso le personee che non mi conoscono è che fisicamente non dimostro l'età che ho, c'è chi mi ha dato sui 21/22 anni, che per me è il massimo dei complimenti, ma sento che questo non fa altro che aplificare il senso di disparità nel mio cervello fra come mi sento e quello che c'è scritto sulla carta d'identità. 

Non dismostro l'età che ho ergo non ho quell'età.


Ho questo continuo sbalzo tra responsabilità e decisioni e, allo stesso tempo, provo anche un certo senso di colpa verso me stessa per non stare godendo appieno di questo periodo, che comunque non tornerà mai più. Mi rendo conto che è un discorso particolarmente intricato e sto cercando di fare del mio meglio per spiegarvi come mi sento.

La questione è che, parlando di cose grandi come avere figli, comprare casa o decidere della mia carriera, sono cose che non mi sento pronta a fare o a decidere. Le sento decisioni troppo più grandi di me...
Io mi sento ancora una ragazzina irresponsabile, che non sa dove mettere le mani e che si barcamena fra una cosa e l’altra, quando in realtà è chiaro che non è così, perché sono in grado di fare questo e molto altro.

Solo che, al momento, voglio godermi la vita come non me la sono mai goduta. Anche quando ero più giovane e con meno responsabilità, sento di non essermi goduta la vita come sto facendo adesso. Mi sembra di esserci arrivata tardissimo a questa consapevolezza e a questo momento di benessere personale, ed è per questo che mi spaventa molto il dovermi fermare e decidere cose e situazioni che potrebbero avere un impatto grande sulla mia vita futura.

Forse, per me, non è il momento di prendere queste decisioni, perché ho altri obiettivi nella mia vita. Voglio fare tante cose, voglio vedere tanti posti. Sono decisioni importanti che una ragazza di quasi 29 anni deve comunque pensare o provare a prendere, ma è difficile.

Credo che la mia generazione soffra tantissimo di questa dualità: l’essere grandi ma non essere adulti. Io non mi sento adulta. Mi sento una ragazza appena uscita dalle superiori che deve fare esperienza, vivere il mondo, vivere la vita. Quando in realtà ha 30 anni e magari i nostri genitori, alla nostra età, erano già sposati con figli.

Io sento di non esserci arrivata a questa consapevolezza, a questa voglia di fare questo tipo di scelte. Sento di avere ancora tante cose da imparare e tante cose da vedere nel mio tempo da giovane. E, ripeto, secondo me è un discorso generazionale, perché vedo i miei amici, che sono più o meno nello stesso punto della vita.

Persone che magari hanno cominciato a lavorare da poco, che hanno studiato fino a ora, persone che non sono totalmente indipendenti, che fanno ancora molto affidamento sui genitori. Hanno la mia età.
Io mi sento una grande eccezione perché ho cambiato città, cambiato lavoro e sono andata a vivere da sola: una cosa che, nei miei primi vent’anni, non avrei mai nemmeno immaginato di poter fare. Eppure, in qualche modo, ci sono riuscita.

Allo stesso tempo, però, mi sento in buona compagnia in questa situazione, perché le persone che mi circondano, della mia età, mi sembrano tutte più o meno nella stessa condizione (fatte una o due eccezioni). Non vedo persone realizzate o persone che sanno esattamente cosa vogliono o cosa stanno facendo. Vedo persone come me, spaesate, che hanno appena cominciato a vivere e che hanno appena cominciato a sentire di stare facendo qualcosa.

Mi rendo conto che è una situazione un po’ particolare e un po’ complicata, e mi rendo conto anche che non è un discorso facile. Anzi, credo di essere stata parecchio contorta, però spero di essermi spiegata più o meno.

Sento che, per come è adesso la vita di tutti noi — con ritmi sempre più frenetici, stipendi sempre più bassi e lavori sempre più sfruttati — le persone della mia età fanno veramente fatica a costruirsi un’indipendenza, se non in età più avanzata. E, per come è la situazione italiana da questo punto di vista, mi rendo conto che dove sono io adesso è il posto giusto.

È giusto che io mi senta così, che abbia questo approccio alla vita e che non mi senta responsabilizzata per cose che ancora non sento di voler vivere o provare.

Scrivo questo post nella speranza di fare chiarezza, prima di tutto, nel mio cervello, e anche per trovare un confronto con voi che mi leggete. Non so quanti anni abbiate, ma voi come avete vissuto questa fase della vita?
Io, obiettivamente, ho paura. Sono abbastanza spaventata. Sento che il tempo sta scorrendo velocissimo e non so come fare per fermarlo, anche se so che non posso farci nulla.

Sto cercando di vivermi giorno per giorno questa vita che mi sono costruita, cercando di non appesantirmi psicologicamente con argomenti troppo seri e pesanti. Anche perché, per come è adesso la società, è difficile persino concepire certe cose senza provare fatica.

Mi chiedo fino a quando potrò pensare che l'età è solo un numero, fino a quando potrò vivere l'illusione di esssere un'eterna Peter Pan...Mi piace pensare che non invecchierò mai se continuerò a perseguire le mie passioni e i miei progetti come ho sempre fatto. A 70 anni mi troverete ancora davanti alla Play a giocare e a leggere fumetti e manga.

Quindi niente, fatemi sapere cosa ne pensate, se vi ritrovate nel mio discorso, se avete capito qualcosa (soprattutto 😅) e come avete vissuto voi il delicato passaggio dai 20 ai 30 anni.

Vi è cambiato qualcosa? Sentite anche voi i 30 come uno spartiacque? Fatemi capire se sono io “sbagliata” a pensarla così o se, più o meno, ci siamo come ragionamento.

Detto questo, vi lascio, vi mando un grande abbraccio e ci vediamo al prossimo post. 💛

1 commento:

  1. Ma cara sei giovane come l' acqua.
    Io quest' anno faccio i miei primi 50 ... Io la crisi ho cominciato ad averla quest' anno 😨

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